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laboris
il PIL e la finanza
post pubblicato in Diario, il 29 gennaio 2012


 

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Egr. Sig.Direttore
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IL P.I.L. E LA FINANZA
Ormai tutti siamo a conoscenza dell’uso  e del significato dell’acronimo PIL.
Il PIL è un dato ricavato dagli osservatori economici e finanziari e rispecchia la capacità produttiva (reale)di una nazione, di un popolo.
Da quei dati si rileva quindi l’andamento della conservazione o dell’incremento della ricchezza dei popoli.
I dati sono ormai rilevabili e diffusi per quasi tutto il mondo produttivo.
Sono dati certi e credibili e quindi tutti ne fanno un uso statistico.
In altre parole si ha la certezza del PIL nazionale e mondiale che assume un valore anno per anno.
Ma quello che molti non sanno è che il PIL mondiale non segue e non rispecchia il mondo della finanza.
Nel senso che la finanza , nello stesso arco di un anno , svolge un movimento che è superiore di ben “cinque” volte il PIL che tutti conosciamo.
Succede quindi che il mondo della finanza segue sue strade ed una logica che poco hanno a che fare con la realtà produttiva del mondo intero.
L’effetto è che con i prodotti finanziari si possono creare valori e bolle valoriali che nulla hanno a che fare con la reale produzione del mondo intero.
Lo sviluppo del mondo della “finanza” ha seguito una sua strada ed ha creato un suo mercato.
Mercato che ogni tanto sballa perché si sono create anche  bolle speculative.
Le origini sono spesso identificabili in iniziative poco realistiche di alcuni istituti che in passato hanno concesso crediti per valori ben superiori al valore di mercato degli immobili dati in garanzia.
I titoli che hanno avuto origine da tali operazioni sono stati ceduti,in tutto il mondo ,ad enti e società finanziarie che li hanno inseriti nei loro pacchetti offerti alla clientela come “prodotti finanziari garantiti”.
Gli effetti li abbiamo visti tutti.
Qui sta l’origine di tanti scossoni finanziari che stiamo ancora osservando, ed alla fine hanno investito nazioni intere.
Ma quando un “virus” finanziario entra in azione non si sa bene dove vada a colpire: colpisce anche le valute.
Fallimenti di banche , per insolvenza dei debitori, sono possibili.
Cioè il debitore non ha abbastanza reddito per fare onore al proprio impegno.
Ma si sapeva anche prima,pare.
I colpevoli di tale comportamento sono ormai bene individuati : alcuni sono falliti, ma altri hanno continuato ad offrire prodotti del tipo “derivati o swap”.
E’ successo e forse succede ancora che anche enti pubblici hanno “ristrutturato” il loro debiti sottoscrivendo contratti del tipo”derivati” con istituti finanziari vari.
Ed abbiamo tutti letto le conseguenze e persino delle denunce alla magistratura.
Il nocciolo del problema è che questi prodotti finanziari,forse, vengono posti sul mercato con contratti di lettura difficile ed anche farraginosi nel loro impianto.
I parametri della ristrutturazione sono spesso molto complessi e legati ad andamenti del mercato poco prevedibili ed aleatori.
I calcoli di impianto e di mantenimento devono essere fatti con programmi adeguati e molto potenti.
Talmente potenti che un normale computer non ha la capacità di calcolo richiesta, anche se può installare detto programma.
In altre parole ci si deve affidare alla genuinità dell’offerta.
Dette ristrutturazioni poi , all’inizio, possono prevedere anche una formazione di saldi liquidi temporanei -nella forma di rate mensili -    ( quindi l’illusione di guadagnarci).
Nella illusione ,forse, sono caduti stati, come la Grecia ed anche, forse,enti pubblici nostrani.
Il tutto ha generato la ridondanza di prodotti finanziari che è più o meno cinque volte superiore , per volumi, al PIL di tutto il mondo.
Ciò non è sostenibile.
Come si sa, in economia, sono nate tante teorie.
Io credo tutte valide, posto che vanno prese in considerazione solo nelle condizioni in cui sono nate.
Cioè la medicina vale per la malattia che si ha in quel momento.
Forse non c’è bisogno di rievocare LaRouche, noto anche per le sue disavventure giudiziarie, per rilevare che, se i volumi dei prodotti finanziari sono saliti a valori non realistici ed il PIL mondiale tarda a prendere quota, ed in alcuni stati retrocede, siamo di fronte ad un mondo che non sa impostare il proprio futuro esistenziale.
Chi non lavora non mangerà ? : chissà, ne vedremo delle belle !   
Di certo non mangeremo la carta che abbiamo prodotto.
Cordialità e buon lavoro.
MARIO SUPERTI

 


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cremona: quando muore una voce della comunicazione-il giornale La Cronaca
post pubblicato in Diario, il 21 gennaio 2012


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 Egr. Sig.Direttore

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CREMONA
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QUANDO MUORE UNA VOCE DELLA COMUNICAZIONE
Avrei voluto indirizzare queste poche note al direttore di un giornale che “ sulla carta” non c’è più.
Io spero che l’evento non si materializzi e non  si consolidi nel tempo.
A volte la morte è apparente e chi si deve prendere cura del paziente deve fare molta attenzione e mettere in campo la sua professionalità.
Ho scritto più volte delle difficoltà che “la comunicazione” incontrava sulla scena locale e nazionale.
E’ accaduto tutto o quasi come in un copione già scritto da tempo.
Il mio intendimento quindi è quello di indirizzare questa poche righe “non”  ad “un giornale mai nato”, ma ad “un giornale mai morto”.
In un mio recente scritto e gentilmente pubblicato da “La Cronaca”, così mi esprimevo :
“”“I media sono spesso in mano a personaggi che con la democrazia non hanno molto da spartire se non nel fatto che viene dagli stessi invocata per avere il Loro diritto di esistere.
Solo che il diritto di esistere è più spesso demandato al fatto di avere abbastanza denaro da investire nei media.””
Non avevo la certezza assoluta della affermazione : ora invece ce l’ho.
Mi rimane la convinzione che il destinatario di queste poche righe possa in qualche modo rimediare al mio problema: non posso comunicare con “la morte apparente” o “accertata” che sia.
Voglio solo concludere auspicando che , come nella antica Grecia, si facciano avanti menti illuminate, colte e ben disposte a comunicare ai discepoli eventuali le loro convinzioni morali, filosofiche e politiche.
Personaggi di rilievo non ne mancano: osiamo sperare.
Speriamo , e non concludiamo con l’applauso che di solito accompagna il funerale di morti divenuti oggetto di attenzione mediatica.
Come si sa , l’applauso in pubblico è nato nelle piazze allorquando si trattava di “coprire” le” lamentazioni o le imprecazioni” dei condannati a morte sulle pubbliche piazze.
Io non applaudo e resto in attesa del risveglio della coscienza responsabile locale e nazionale.
Cordialità e buon lavoro.
MARIO SUPERTI
 

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permalink | inviato da mmsupert il 21/1/2012 alle 23:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
la cascina : un mondo scomparso
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2012


 

(pubblicato in data  19.1.12 a pag.43)
Egr. Sig.Direttore
LA VITA CATTOLICA
CREMONA
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LA CASCINA: UN MONDO SCOMPARSO
Chi ha una certa età non può dimenticare la vita che si svolgeva nell’ambito degli ambienti rurali almeno fino agli anni ’70.
La cascina era spesso un agglomerato rurale che aveva una sua e ben definita identità umana ed anche culturale.
La vita rispecchiava anche un comportamento sociale di rilievo e che ha lasciato profonde tracce nelle menti di tutti i suoi componenti umani : dipendenti e padroni.
La cascina era spesso teatro di conflitti sociali,locali ma che avevano risvolti anche più generalizzati provenienti anche dal mondo della “fabbrica”.
Tuttavia le due culture pur avendo origini e motivazioni diverse non hanno mai disdegnato di confrontarsi e a volte fondersi in comportamenti ideologici unitari con lo scopo di difendere la qualità della vita all’interno delle piccole o grandi realtà.
I sindacati, di tutte le tendenze, hanno svolto una loro funzione primaria.
A quel tempo nel mondo sindacale operavano personaggi di rilievo e di grande coraggio : non hanno mai beneficiato dei vantaggi connessi alla “appartenenza”, anzi spesso hanno pagato caro il loro impegno sociale.
I partiti hanno svolto una loro funzione anche con grandi contrasti di natura ideologica, ma hanno avuto sempre ben presente la finalità del loro operare : rendere la vita del lavoratore più rispettata e degna di essere vissuta.
Ma tornando allo specifico tema , chi ha vissuto quei tempi sa bene che la cascina era un microcosmo quasi sempre del tutto autonomo e con regole mai scritte ma molto rigide.
L’origine della struttura risale al XVI secolo ed in certi casi , per i beni più ben conservati, rispecchia ancora l’impianto architettonico dato dai dominatori del tempo : casa padronale, bene in evidenza,case coloniche ai lati della struttura, stalle, fienili, depositi vari in fondo al complesso ( la casa del fattore era spesso sistemata non lontano dalla casa padronale ma vicino alle case dei contadini).
Nel nostro caso si trattava del “fatur de tecc” ben distinto dal “fatur de bac” che proveniva dall’esterno.
Il padrone quindi dava le direttive al suo interlocutore diretto.
Il fattore , tutti i giorni , organizzava il lavoro nei campi e nelle stalle(altro microcosmo nel microcosmo) e perciò dava gli ordini necessari alla esecuzione dei lavori connessi alla produzione agricola ( latte,carne,prodotti dei campi).
Con andamento stagionale , nel lavoro dei campi venivano coinvolte anche le componenti femminili delle famiglie contadine: si trattava di seguire e portare a termine le colture del grano o altri prodotti specifici.
Il tutto con contratti verbali fra le parti e con pagamenti “in natura” spesso di basso ritorno remunerativo, nonostante le lavorazioni comportassero un impegno ed un disagio fisico veramente elevato.
Nella realtà della cascina era spesso presente la possibilità, per il contadino, di avere un piccolo spazio di terreno da condurre in proprio a colture di ortaggi e frutta.
Chi aveva questa possibilità , nel tempo, acquisiva una notevole “cultura” in una materia che ora fa parte anche di cattedre universitarie.
Grande “piccola” realtà , che insieme alla possibilità di allevare qualche animale da cortile dava sollievo alle magre retribuzioni del tempo.
Qualche fortunato aveva anche la possibilità di allevare un maiale e beneficiare di un apporto proteico non di poco conto per gli standard dell’epoca: non di rado l’allevamento del maiale veniva condotto in comproprietà.
Ma tutto questo era normale e la disciplina era una regola che non era lecito infrangere senza dover subire i provvedimenti del padrone alla fine anno ( in agricoltura l’11 novembre di ogni anno).
Ma ciò che non era normale era il comportamento di alcuni padroni che a sera , verso le 8 o le nove al massimo, provvedeva a chiudere a chiave il portone di accesso alla cascina( pochi erano in possesso delle chiavi).
Si salvavano alcune realtà dislocate nei contesti di un paese abitato e più difficili da controllare.
Tuttavia nella mia mente di bambino sono ancora presenti i comportamenti di solidarietà all’interno di queste realtà.
Fra tutti i componenti ( a volte anche i padroni) era costume scambiarsi anche il vestiario dei bambini, allorquando al donatore non servivano più ed al beneficiario servivano per un piccolo da poco venuto alla luce.
Nessuno si è mai vergognato di tanto : in quel mondo non si è mai sprecato nulla per il semplice fatto che non c’era proprio nulla da sprecare.
La nostra gente ha allevato figli che hanno mantenuto quel costume di vita ed ha dimostrato di poter sopravvivere anche in condizioni difficili.
Lo hanno dimostrato soprattutto le madri, che , in tempo di guerra,hanno saputo condurre una vita famigliare piena di stenti ma con grande e assoluta dignità umana, spesso supportate da una fede semplice ma ben radicata.
A loro per prime , ma in uno con tutti i protagonisti delle realtà della “cascina” , va il nostro tributo di memoria e riconoscenza.
Cordialità e buon lavoro.
MARIO SUPERTI  

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permalink | inviato da mmsupert il 19/1/2012 alle 10:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
la dittatura della democrazia e i media
post pubblicato in Diario, il 14 gennaio 2012


 

 (pubblicato in data  14.1.12)link.........

http://superti.xoom.it/mmsupert/cronaca/2012/0002.11.1.12.DITTATURA.DEM.mio.pdf

Egr. Sig.Direttore
del giornale   LA CRONACA ed. di Cremona
Via  Gramsci 6   26100 CREMONA
Via e-mail   cronaca@cronaca.it
LA DITTATURA DELLA DEMOCRAZIA
La democrazia, come si sa ,è nata nell’antica Grecia, per merito di menti illuminate, colte e ben  disposte a comunicare ai discepoli le loro intuizioni filosofiche , morali, politiche.
Si proprio politiche,  anche per  dimostrare che la politica non può essere disgiunta dalla morale e dalla speculazione filosofica.
Se con un salto da acrobati veniamo subito ai nostri tempi ci viene da domandarci subito  che cosa è rimasto di quella cultura, così famosa fra gli studiosi e fra la gente comune in gran parte del mondo.
La risposta sarebbe: poco o forse male applicata.
O meglio ancora ,usata male a fini personali, di partito,di casta e di congreghe varie.
Il tutto succede quando le decisioni vengono demandate ad istituzioni , non proprio elette dal popolo, ma dai rappresentanti del popolo e che dovrebbero rispecchiare il comune sentire , spesso facilmente rilevabile sui media di tutti i tipi.
E qui sta uno dei problemi della vita politica moderna.
I media sono spesso in mano a personaggi che con la democrazia non hanno molto da spartire se non nel fatto che viene dagli stessi invocata per avere il diritto di esistere.
Solo che il diritto di esistere è più spesso demandato al fatto di avere abbastanza denaro da investire nei media.
Poi quando le organizzazioni spontanee ,che il popolo si da per reclamare le posizioni del comune sentire, si vedono tarpate le ali delle loro iniziative ,possono sorgere nello stesso popolo dubbi sulla conduzione democratica di un paese.
Gli esempi sono talmente tanti che ritengo inutile elencare i casi di informazione tendenziosa e di decisioni che fanno capo ad ambienti che di democratico hanno poco o punto.
Dovremmo trarre delle conclusioni negative o prive di speranza ?
Io penso di no.
Come tutti sappiamo, di recente ed ancora oggi, si sono verificati accadimenti che non sempre vengono tenuti nella dovuta considerazione.
Solo per esempio: quello che succede sull’altra sponda del Mediterraneo.
In quei luoghi , i tenutari del potere ad oltranza si sono visti piombare addosso l’indignazione della gente comune, a volte anche affamata, ma più spesso affamata di libertà, di buon governo, di cultura.
Alcuni di Loro sono venuti a cercare riparo o aiuto sui nostri lidi: ma li abbiamo spesso delusi.
E noi che siamo già sulla sponda Nord , come ci sentiamo o come ci comportiamo ?
A giudicare dagli eventi e dalla vita vissuta ci comportiamo male.
O meglio pochi si comportano molto male e pretendono che il resto del popolo se ne stia zitto a vedere cosa succede.
Ma succede invece che, soprattutto i giovani, i più maltrattati, si documentano per bene: soprattutto comunicano fra di loro molto bene, fino al punto da mettere in crisi il potere costituito ( bene o male eletto con leggi bene o malissimo impostate).
I nostri politici non dovrebbero sottovalutare quello che sta succedendo intorno al Mediterraneo , per ora : prima o poi potrebbe anche toccare a loro.
Soprattutto se non si danno una regolata formulando leggi che comportino il risanamento della finanza pubblica e privata.
Ne abbiamo visti troppi di scandali per non pensare che ,chi dovrebbe avere occhi per vedere e orecchie per sentire ,fa finta di non accorgersi di nulla.
Prima o poi saranno chiamati al “redde rationem”.
E saranno guai, quelli veri, per tutti( anche per coloro che ostentano un benessere ritenuto , a torto ,diffuso).
Cordialità e buon lavoro.
MARIO SUPERTI
 
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permalink | inviato da mmsupert il 14/1/2012 alle 11:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Cremona : il sindaco Perri e la sua maggioranza
post pubblicato in Diario, il 18 dicembre 2011


(già pubblicato in data  18.12.11   svp  clic  qui sotto)

http://www.welfarenetwork.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4441:la-vita-in-citta-e-perri-di-m-superti&catid=101:lettere-al-direttore&Itemid=143

Egr. Sig.Direttore

WELFARECREMONANETWORK
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LA VITA IN CITTA’ E PERRI
Fino a non molto tempo fa , nonostante tutto, ho sempre pensato che il sindaco Perri fosse il sindaco di tutti.
Non è più così.
Non so se è  il caso di rivangare, senza badare troppo alla cronologia, ma serve per buona memoria :
-l’affare Fodri: da quella storia la Sua immagine non ne è uscita indenne( è apparso poco o male informato dai suoi delegati);
-la storia di Pasquali e della   LGH( altrimenti definiti “inciampi” e mai bene chiariti);
-la evoluzione dello SMOG a Cremona ormai insostenibile(chi pagherà ?);
-la nomina di Albertoni alla AEM e le vicende annesse e connesse che tutti conosciamo( alcuni hanno persino sentito odore di inciucio);
-la difficile vita amministrativa con la Lega alle spalle( ma dove è la maggioranza ?);
-la storia della moglie del Suo assessore al bilancio ed un suo interesse ipotizzato nell’affare SCAC;
-l’abbandono , nel 2009 del patto di stabilità, con tutte le conseguenze negative sulla vita di tutti i suoi concittadini più poveri;
-la sistemazione degli ambulanti in luoghi non proprio così adatti come si vuole far credere (sempre precari e basta osservare Piazza del Comune e i dintorni del Duomo durante i giorni di mercato);
-l’affare “massarotti” impostato male e forse male sarà risolto(chi ci guadagna di più ?);
-l’assunzione di Barborini alle dipendenze del Comune che ha persino guadagnato la commozione del sig.Pizzetti per l’intervento riparatore dello “sgarbo” di Salini( salvo errore non si è sentito nessun commento alla notizia di stampa);
-il sostegno “ a spada tratta” di Demicheli e Alquati nella loro qualità di “fedeli esecutori”( va ricordato per bene che la Lega aveva impostato la sua campagna elettorale sulla “sicurezza” e non c’è alcuna traccia di miglioramenti –basta leggere le cronache, SOLO SPOT-);
-la denuncia da parte del Suo delegato al bilancio di un buco da 40 milioni, non appena insediato, e mai più riemerso in seguito;
-l’invasione del colore “BLU” in tutta la città affiancata dalla quasi totale libertà di traffico in città;
-la lunga diatriba sui “viali gemelli” con infinita perdita di tempo e forse denaro;
-la decisione di riempire la città intera di auto in sosta ( persino sulle porte del Duomo – si vede solo a Cremona)
-le sparate di componenti della Sua giunta del tipo “Cremona può crescere in altezza” senza tener conto che di “obbrobri” ce ne è già uno , e basta e avanza ( noi siamo orgogliosi del nostro “sky line” e dovrebbe esserlo anche il Sindaco);
-il continuo ricorso ad aumenti incondizionati di tasse e balzelli non da nessun diritto a proclamarsi “salvatori della città se a pagare sono sempre i soliti;
-il disagio amministrativo della attuale maggioranza si evince anche dallo svolgersi dei fatti nell’ambito del Consiglio comunale: il salvataggio e l’apprezzamento  tutto politico dell’assessore Alquati non è un segno di vitalità;
-le deleghe al patrimonio hanno suscitato perplessità e interrogativi( il delegato è un imprenditore del settore );
-la perdita dei finanziamenti per risolvere il problema dei passaggi a livello;
-con il tempo la città( soprattutto di sera) ha perso quasi del tutto la sua vivacità ( non per ultimo né per primo la chiusura del “Tognazzi”); 
Ora assistiamo alla messa in scena per il servizio idrico: anche se non passa la “sceneggiata” il Sindaco non sarà più solo “ un ex campione di canoa “ che tutti ricordiamo, ma anche un campione in carica di “nascondino”( la mancata partecipazione alla assemblea dei sindaci è stata resa ufficiale ma solo pochi hanno capito o giustificato).
Quando si vince per mille voti ( abilmente lasciati liberi da qualche sprovveduto della attuale minoranza) non si deve avere la totale presunzione di imporre o lasciare imporre volontà estranee alla stragrande maggioranza dei cittadini.
Cordialità e buon lavoro.
MARIO SUPERTI
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la politica pacificante e la costituzione italiana
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2011


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Egr. Sig.Direttore                                                                      

del giornale   CREMONAOGGI
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LA POLITICA PACIFICANTE
Come si sa poco dopo la seconda guerra mondiale è nata la DC (partito:Democrazia Cristiana, per i più giovani).
I tempi e la società erano ovviamente molto diversi per così tanti motivi che mi risulta difficile fare, in poco spazio, una analisi degna di questo nome.
D’altronde sono già stati fatti e pubblicati talmente tanti libri ed articoli di giornale che l’occasionale lettore non troverà difficile conoscere la storia di quello che è stato un grande partito.
Come già detto i tempi erano molto diversi ma quello che ci interessa rimarcare è che anche gli uomini erano profondamente diversi.
I protagonisti ovviamente sono stati tanti, ma per sintesi e riferimento storico ci rifacciamo ai due principali attori:De Gasperi e Togliatti.
E senza nessun riferimento alla ideologia ispirante o sottostante.
Mi interessa soprattutto l’uomo in sé.
De Gasperi nel raccogliere le istanze della società del tempo e dei suoi non meno illustri “predecessori” ( uno per tutti Don Sturzo), si è trovato a gestire la difficile eredità lasciata dal fascismo: rovine materiali e morali.
Ma il tratto fondamentale della linea politica del grande personaggio politico è da configurare nel messaggio “pacificante” rivolto sia all’interno del Suo partito, sia con modalità e posizioni compatibili con la Sua funzione, anche all’avversario politico.
Il nocciolo del comportamento era “ il rispetto dell’avversario”
In quel tempo è nata la nostra Costituzione ( la più bella del mondo).
Questo dimostra che, pure in un clima molto difficile, quando si vuole si può parlare e produrre con beneficio di tutti.
E “i tutti” siamo noi che siamo vissuti all’ombra e sotto la protezione della “prima legge dello stato”.
E’ stata quindi ricreata dalle macerie una società nuova.
I nostri padri latini già 2000 anni fa sentenziavano : ubi societas ibi ius”.
Che tradotto non letteralmente, ma nel suo vero significato così suona: dove c’è una società , là esiste giustizia.
Il valore del termine “società” è stato rispettato nella legge fondamentale dello Stato Italiano.
Prima non c’era una “societas” degna di questo nome : quindi non c’era giustizia ( basta rifarsi alle cronache giudiziarie del tempo ed agli atti fascisti che le hanno ispirate).
Ora noi viviamo i tempi che tutti conosciamo sulla nostra pelle: per quasi venti anni abbiamo conosciuto la contrapposizione politica e non il confronto.
I personaggi politici principali non sono stati avversari ma sono stati ridotti a nemici da abbattere.
Politica dissennata, quasi sempre in nome di interessi personali: lo abbiamo visto nelle leggi emanate.
E per concludere esageriamo con i latini, che così sentenziavano:” non sine sol iris” ( non c’è arcobaleno senza sole).
Siamo tutti in attesa di vedere ancora l’arcobaleno della speranza : già da tempi remoti l’arcobaleno è stato ritenuto foriero di eventi favorevoli.
Di conseguenza auspichiamo che sorga un “ sole” degno di questo nome e ci illumini e guidi verso tempi, per ora, previsti non molto favorevoli.
Cordialità e buon lavoro.
MARIO SUPERTI
 
(PUBBLICATO ANCHE SU WELFARECREMONA come da link:
 
e sul  gg. La Cronaca in data  11.12.11 a pag  2    )  link:
 

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permalink | inviato da mmsupert il 9/12/2011 alle 11:44 | Versione per la stampa
la politica e le religioni,la lega
post pubblicato in Diario, il 4 dicembre 2011


(pubblicato in data od. )

Egr. Sig.Direttore
WELFARECREMONANETWORK
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LA POLITICA , LE RELIGIONI E LE ETNIE
Come le cronache del tempo( terza crociata) riportano   “ il feroce Saladino” e “Riccardo Cuor di leone” addivenirono nel 1192 ad una tregua di tre anni.
I motivi della tregua sono stati tanti ma ognuno dei due aveva capito che , stanti le forze in campo e la situazione militare di entrambi, non era il caso di insistere nella lotta armata.
A noi resta da ricordare che “il feroce Saladino”( Salah Al Din) non era proprio così feroce come tramandato nella tradizione cristiana, e non fece mai stragi nei cristiani , come al contrario fece Riccardo a San Giovanni d’Acri, nei confronti di mussulmani inermi.
Saladino era anche una persona molto istruita nelle scienze e nella tattica militare : aveva ricevuto una educazione severissima nella città irachena di Jazira( Saladino era di origini Curde).
Persino Dante gli riserva un posto nel “limbo” ( e non nell’inferno) come personaggio “ non cristiano onesto e valoroso ” : testimone di fama duratura di uomo giusto, esempio di virtù cavalleresche.
Di Lui il sommo poeta scrisse: “grande alma dalla luce di Cristo toccata”.
Anche nelle cronache del tempo, Il Saladino  è descritto come un personaggio rispettoso del “codice cavalleresco” che all’epoca era rispettato sia dai cristiani che dai mussulmani.
In altre parole, i due personaggi  si sono incontrati di persona per negoziare la tregua, fra gentiluomini.
Quindi ambedue avevano un profondo rispetto dell’altro e nella tregua era previsto che anche i cristiani potevano avere accesso alla Città Santa.
Come si vede quando si vuole si possono avere atteggiamenti non distruttivi e utili alla costruzione della civile  convivenza. 
Per venire ai nostri tempi le cose non starebbero proprio così : almeno per una parte della popolazione, è spesso istigata ,se non sobillata, verso atteggiamenti intolleranti verso “ il diverso”.
Anche quando , motivi di opportunità e di convivenza , non dovrebbero dare adito a comportamenti irrazionali e qualche volta in mala fede.
In mala fede perché atti a divulgare sentimenti utili solo al raggiungimento del consenso elettorale per improbabili personaggi abitanti in un improbabile territorio altrimenti definito “padania”.
Se proprio vogliamo identificare i mussulmani con il popolo arabo( neppure questo corrisponde al vero) sarebbe bene ricordare che da questa “etnia” ( non razza, ormai verificato dalla scienza) ci sono arrivate così tanti vantaggi di cultura e conoscenza da far impallidire qualsiasi “padano” anche se non conosciuto come “ il trota”.
L’Italiano serio, direi normale, abitante della pianura padana( e dintorni), non può accettare di essere definito “padano” e potrebbe trovarsi nella condizione di contrastare le manovre messe in campo dalla Lega con i mezzi che la natura e la società gli consentono.
E’ bene la Lega ne prenda atto, pena il verificarsi di episodi poco piacevoli.
E per concludere è bene che qualche italiano “di risulta” si tolga dalla testa che mio padre ( Cavaliere di Vittorio Veneto e combattente in trincea alla bella età di anni 18 nella “Grande Guerra” ) possa riposare in territorio padano. 
Cordialità e buon lavoro.
MARIO SUPERTI

clic svp 

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la lega a cremona e gli hohenstaufen
post pubblicato in Diario, il 28 novembre 2011


LA LEGA E GLI HOHENSTAUFEN
Passare nello spazio aperto(Cortile Federico II) , interno al palazzo del Comune di Cremona, appena dopo i portici, deve essere una impresa non da poco,senza provare dei brividi, per i militanti politici della Lega:
a meno che non ne conoscano la dedica, oppure,se la conoscono, forse non sanno chi è Federico II Hohenstaufen.

Potrebbe succedere quindi che( dopo la discutibile sceneggiatura del film “Barbarossa”), prima o poi sia avanzata una richiesta di cambio di dedica , e vediamo il perché:
 
- il “dedicato” ( re di Sicilia , re d’Italia,re di Germania, re dei romani e imperatore, nonché re di Gerusalemme per 30 anni) è nipote del Barbarossa e a differenza del nonno impartì una serie di severe lezioni alla “Lega Lombarda”(di allora), culminate il 22 novembre 1237 nella battaglia di Cortenuova di Bergamo ,ove rimasero sul campo seimila morti e quattromila prigionieri furono condotti in catene al seguito dell’imperatore;
< gli eventi suddetti sono la conseguenza degli avvenimenti del 1226, anno in cui Federico aveva convocato la Dieta di Cremona, che la Lega Lombarda(di allora) impedì con varie scuse, e quindi l’imperatore si vendicò appena ritornò in Lombardia; la dieta era stata convocata per preparare la ennesima crociata>;
 
- a Cortenuova il carroccio cadde nelle mani dell’imperatore che si affrettò ad inviarlo a Roma, in dono al Papa(che destino !) insieme ai prigionieri , non trattenuti al servizio di una corte sempre in movimento ( come un circo di lusso );
 
- nell’agosto del 1239 lo “ stupor mundi” (così venne appellato in seguito), nel suo eterno peregrinare in armi, insieme alla sua corte si trovò a Pizzighettone e , dopo aver passato l’Adda ed il Lambro distrusse Melegnano , Landriano e Bescapè ,portandosi al seguito anche il “carozino”(carroccio in definizione latina di allora) preso ai veronesi;
 
- va segnalato infine che lo”stupor mundi” si faceva “accompagnare”, oltre che da un gran numero di animali, grandi e piccoli, e di belle donne, anche da una nutrita schiera di abilissimi arcieri medio-orientali,di fede mussulmana, che hanno sempre contribuito alle sue strepitose vittorie;
(quando la storia interferisce con la non-storia !!)
Ma il suo regno non fu caratterizzato solo da guerre contro i comuni e le regioni ostili: infatti fu instancabile sostenitore della diffusione della cultura, a tutto campo, ed alla sua corte vissero i più eminenti studiosi di tutte le culture: arabe, greca, latina ed ebraica.
Fra i tanti personaggi va segnalato Pier delle Vigne , autore del codice legislativo del regno di Sicilia ( Constitutiones Augustales- noto anche come Costituzione di Melfi) che è tra le più grandi opere della storia del diritto.
Nella sua mente già immaginava (800 anni fa) una Europa unita e di tipo moderno , volta ad integrare tutte le culture.
 
Questa attività frenetica fu contrastata dalla Chiesa di allora che lo vide quasi sempre come un nemico, ovviamente per ragioni politiche ( Papa Gregorio IX lo scomunicò per ben due volte : la prima perché ritardava continuamente la partenza per la sesta Crociata, la seconda perché diventò re di Gerusalemme senza combattere il nemico mussulmano- cioè chiuse la disputa con un accordo diplomatico con Al Kamil sultano d’Egitto).
Dopo il film su Barbarossa, la cui sceneggiatura è strumentale allo scopo,e richiama (ovviamente senza alcun riferimento e senza coincidere nella sostanza e nella forma) passate sceneggiature “di scopo”, ora aspettiamo uomini di buona volontà che “girano” la vita dello”stupor mundi”. Auguri a tutti gli uomini di buona volontà !

MARIO SUPERTI.
cremona
 

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permalink | inviato da mmsupert il 28/11/2011 alle 1:25 | Versione per la stampa
haiti: cenni di storia e la tragedia attuale
post pubblicato in Diario, il 28 novembre 2011


black and white  tanti anni fa

HAITI E TOUSSAINT L’OUVERTURE  

Che cosa abbia ispirato un giovane diciassettenne (nel 1955)a fare ricerche su un personaggio di cui poco o nulla si sapeva ed ancora oggi poco o nulla si sa ,a livello di cultura generale, resta a distanza di anni , una curiosità anche per chi scrive questa poche note.
Il giovane ero io ed il personaggio è Toussaint L’Ouverture(1743-1803).
Senza dubbio il merito va a chi ha saputo, allora, comunicare la passione per la storia e nel caso specifico un professore di Storia e Latino ,di sconfinata cultura : il professor Mario Muner.
Il personaggio “Toussaint”tuttavia è ben noto agli storici e già nella vecchia e buona “Treccani” si poteva accedere a notizie dettagliate , e riportate per lo più in lingua francese.
Ma perché questa premessa:
Toussaint L’Ouverture è stato un rivoluzionario, di origini africane,in Haiti : ex schiavo , guidò la rivolta ,a partire dal 1791, degli schiavi in tutta l’isola Caraibica, e per un buon periodo ottenne vittorie militari di rilievo, al comando di almeno 51.000 soldati.
Il 4 febbraio del 1794 la Convenzione Nazionale Francese dichiara abolita la schiavitù dei neri in tutta la colonia francese.
E’ bene che si sappia che nel 1801 “Toussaint” prende possesso dell’intera isola di Hispaniola e libera tutti gli schiavi e proclama l’isola parte integrante della Francia , dopo varie traversie militari e civili.
Il progetto di una nuova costituzione isolana tuttavia è rifiutato da Napoleone , che, bontà sua, invia una nuova spedizione ad Haiti e ripristina la schiavitù.
Conclusione :Toussaint fù fatto prigioniero ed inviato, nel 1803, in Francia (Fort de Joug)a finire i suoi giorni in carcere duro.
Nonostante tutte le vicende,veramente complicate , di tutta la storia dell’isola , nel 1804 Haiti divenne indipendente e fu il primo stato “di colore” della storia moderna.
Con tutta evidenza la storia non sempre non concede il diritto di promogenitura , anzi in questo caso è stata matrigna , con conseguenza che ancora oggi sono visibili su quasi tutta “Hispaniola” : così venne denominata l’isola , testimone del primo sbarco nelle” Americhe” ( allora credute Indie) da parte di Cristoforo Colombo.
Da ricordare che Cristoforo Colombo fu accolto come “un dio” e con atteggiamenti di estrema gentilezza e stupore : conseguenza delle loro credenze e miti tramandati di padre in figlio.
La recente catastrofe umanitaria dovuta al terribile terremoto sconta anni o secoli di eventi disastrosi sia a livello politico che a livello militare.
Tutte la maggiori potenze(spesso in conflitto fra di loro) per anni o secoli hanno messo mano agli accadimenti dell’Isola lasciando devastazioni ed una popolazione priva di ogni dignità politica, anche con il concorso dei soliti “fantocci” locali creati per l’occasione.
Il disastro è totale : ora si sono mossi “tutti” con una esibizione di forze amiche in soccorso veramente imponente, e si potrebbe ricominciare a sperare.
Ma il danno era ed è già fatto anche in conseguenza del tenore di vita della popolazione che non ha mai potuto edificare con “normali” accorgimenti edilizi.
Forze umanitarie erano già presenti nell’isola da tempo e ben consce della situazione avevano predisposto adeguati centri di intervento.
Fra le tante credo, tutte di valore, che un particolare merito vada a “Medici senza frontiere” che operano in condizioni che facciamo fatica solo ad immaginare : senza togliere alcun merito a chi sta operando sul campo con grandi sacrifici e mezzi impiegati.
mario superti
cremona

 

 

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permalink | inviato da mmsupert il 28/11/2011 alle 1:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
la politica e le favole
post pubblicato in Diario, il 25 novembre 2011


(pubblicato in data  25.11.11)  clic a fondo pagina     svp

Egr. Sig.Direttore
WELFARECREMONANETWORK
Via e-mail  
LA POLITICA E LE FAVOLE
Al comune cittadino riesce difficile farsi delle opinioni, se va a leggere tutte le notizie di  stampa , senza avere tuttavia cognizioni di causa , un briciolo di cultura generale , di conoscenza  dei mercati o delle politiche monetarie e finanziarie.
Nel leggere un certo tipo di giornali si possono vedere titoloni che inneggiano al tempo da poco( pochissimo) trascorso: da essi si rileva che non era proprio colpa del governo precedente se lo “spread”   dei titoli italiani è salito così in alto.
Anzi, la colpa non era affatto  del governo ma del mondo intero che non apprezzava a sufficienza la politica del nocchiero, pro tempore.
Questi stessi giornali ed i loro direttori se ne guardano bene dal chiedersi quali possono essere gli effetti della gestione di un governo se vengono presi in considerazione (anche)“la personalità e la statura” del presidente in carica.
Quindi è lecito  pensare che non ci si poteva aspettare subito un ridimensionamento dell’ormai famoso“spread”,dopo la successione.
Lo spread è il risultato anche di una lunga e malriposta fiducia nei gestori della politica economica di un paese.  
Resta difficile poi a chiunque ristabilire, in positivo,  lo squilibrio venutosi a creare nel mondo della finanza che spesso “ragiona a tempi lunghi” ma che ,a volte ,con impatto fulmineo ,trae deduzioni in negativo,  se cade la fiducia sui gestori della vita economica di una nazione.
I motivi della caduta di fiducia possono essere anche di natura “morale” o  più semplicemente comportamentale.
Il mondo non  si aspetta che un governante sia uno stinco di santo, ma di sicuro un popolo si aspetta di essere rappresentato da una personalità che si faccia rispettare nel consesso delle nazioni, a tutti gli effetti ( culturali e morali).
Negli Stati degni di questo nome basta usare male una carta di credito per pochi Euro o non denunciare l’assistenza di una colf perché  siano tratte le conclusioni che tutti sappiamo: dimissioni immediate.
In Italia questo non è successo neppure per i fatti gravi che tutti conosciamo : quindi non possiamo prendercela con la stampa estera che questi fatti denuncia senza tanti veli o scuse, ma che noi ( o parte di noi) siamo abituati a tollerare.
La maggioranza degli Italiani, in verità ,non tollera questi fatti, ma ha poche possibilità di imporsi nell’immediato.
Il risultato è che una comunità che non è in grado di autoregolasi , in tutti i sensi, deve subire le imposizioni  altrui (nel nostro caso le autorità comunitarie europee).
Soprattutto in materia economica, vero imbuto di tutte le “magagne” di un popolo.
L’atteggiamento delle autorità europee cambia ( o può cambiare) quando le stesse intravedono che una personalità “specchiata”, ma nello stesso tempo di grande valore culturale, è stato messa in grado di riprendere in mano le redini della situazione.
Come siamo giunti ad una possibile soluzione dei nostri problemi è avvenuto sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole.
E la gente , nella sua grande maggioranza ,attribuisce fiducia alla persona che si è presa l’incarico di traghettarci verso un futuro migliore: e non sarà a  costo zero (ne siamo ben consci).
Non molti mesi fa sarebbe costato molto meno.
I direttori di alcuni  giornali devono prendere atto che la visione completa dei problemi si ha solo quando si fa una analisi accurata e completa dei fatti( e non di parte).
Non basta  essere “proni” al padrone di turno che spesso paga bene, ovviamente fino a quando gli è possibile.
Nello stesse sedi , poi, anche gli ex alleati ( e compagni di merende) dell’EX padrone di turno non possono invocare la “Costituzione” per affermare che in nati in Italia non hanno diritto allo “Ius soli”.
La Costituzione va invocata quando serve e a proposito .
Noi tutti ben ci rammentiamo le ingiurie verbali e segnaletiche uscite da noti personaggi della politica.
Le gesta di questi personaggi dovrebbero già da tempo essere state  oggetto di normali indagini e se del caso sottoposte ad incriminazione formale.
Non fosse altro per ridare spessore al senso della dignità (mai perduta) del popolo Italiano.
Gli stessi personaggi dovrebbero anche rendere conto delle pagliacciate messe in campo con la esposizione delle “camicie verdi” sotto il nome di “ronde”.
Il “colore” delle camicie ha già procurato danni a sufficienza in un passato meno recente.
Sarebbe bene rammentarlo nelle sedi dedicate alla cultura,quella vera.
Cordialità e buon lavoro.
MARIO SUPERTI
 

 PUBBLICATO ANCHE DA        LA CRONACA  IN DATA 29.11.11   clic     SVP

http://superti.xoom.it/mmsupert/cronaca/00628.29.11.11.FAVOLE MIO.pdf

 


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permalink | inviato da mmsupert il 25/11/2011 alle 17:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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